Attilio Antibo, Patrizia Guerresi,
Liliana Malta, Claudio Manfredi, Giorgio Venturino
Mostra a cura di Martina Corgnati
Progetto di Tullio Mazzotti e Federico Marzinot
Catalogo a cura di Paula Cancemi
IN GIUGNO AD ALBISSOLA MARINA
PRESSO LA FABBRICA CASA MUSEO GIUSEPPE MAZZOTTI
1903 LA SECONDA EDIZIONE DI "UN GIARDINO
MUSEO PER LA CERAMICA DI ALBISOLA"
Patrizia Guerresi, veronese; Liliana
Malta, calabrese e romana dadozione; Attilio
Antibo e Giorgio Venturino, entrambi operanti
ad Albisola, entrano a fare parte da questanno,
ciascuno con una propria opera, presentati dal
critico Martina Corgnati, del gruppo degli artisti
protagonisti delliniziativa "Un Giardino
Museo per la Ceramica di Albisola". Si
tratta di una esposizione allaperto, nel
giardino della Fabbrica Casa Museo Giuseppe
Mazzotti 1903 , in Albissola Marina, di oltre
40 opere in ceramica di varia dimensione di
artisti contemporanei, visibili da tutti coloro
che passano davanti alla fabbrica. La sua seconda
edizione verrà inaugurata sabato 10 giugno
ad Albissola Marina. Lidea iniziale, risalente
agli anni Sessanta, è di Bepi Mazzotti,
attuale titolare dellazienda, e del pittore
e scultore torinese Mario Fusco, suo amico.
Trovano allora spazio nel giardino un grande
coccodrillo in terracotta di Lucio Fontana,
due pannelli di Roberto Bertagnin, un tavolo
decorato da Pietro Rabbìa. Il progetto
della manifestazione, che fa seguito a quella
intuizione, è di Tullio Mazzotti, figlio
di Bepi e direttore tecnico della fabbrica,
e del ceramologo Federico Marzinot. "ComunicArte",
di Paula Cancemi, ne cura i cataloghi. La formula
si basa sullinvito ogni anno ad alcuni
artisti a realizzare una scultura in ceramica
ad Albisola e ad esporla poi nel giardino della
fabbrica, che ha oramai assunto laspetto
dun Giardino Museo. Accanto agli "invitati"
figurano, di volta in volta, per scelta dellazienda,
altri artisti "amici", a seguito da
una loro prolungata presenza nella fabbrica.
Nelledizione di questanno lalbisolese
Claudio Manfredi figura appunto nella sezione
degli "amici".
Lelemento che accomuna gli
artisti presentati da Martina Corgnati nelledizione
di questanno è la qualità
delle loro opere, che riesce ad assurgere ad
un discorso plastico completo e ricco di valori:
in una parola, artistico. Nellopera di
Antibo e Venturino è ben evidente pure
la conoscenza delle possibilità espressive
della materia ceramica, derivante dalla loro
attività in Albisola. Guerresi e Malta
(peraltro assistente per alcuni anni di Nino
Caruso, profondo conoscitore delle tecniche
ceramiche) sanno esprimersi con diversi materiali
e tale più estesa competenza rende più
vivo il loro discorso.
Gli obiettivi di "Un Giardino
Museo per la Ceramica di Albisola" sono:
promuovere Albisola e le sue fabbriche ceramiche
come luoghi darte; proporre il giardino
come ambiente particolarmente adatto ad ospitare
sculture in ceramica; con un evento ogni estate
sino al 2003, sviluppare un programma di manifestazioni
per il Centenario della fondazione della fabbrica
fondata da Giuseppe "Bausin" Mazzotti,
oggi la più antica di Albisola e con
un proprio museo che ne documenta la storia.
La prima edizione delliniziativa,
svoltasi nel luglio dello scorso anno, è
stata caratterizzata, dalla presentazione nel
Giardino Museo accanto alle opere di Fontana,
Bertagnin e Rabbia di sculture e pannelli in
ceramica realizzati, su invito, da Aurelio Caminati,
Carlos Carlè, Ansgar Elde, Gianni Celano
Giannici, Adriano Leverone, Sandro Lorenzini,
Giorgio Moiso, Walter Morando. Contestualmente
trovavano appropriata sistemazione opere di
Torido Mazzotti, figlio del fondatore Giuseppe
e padre di Bepi, tra i protagonisti del secondo
Futurismo accanto al fratello Tullio dAlbisola
e direttore tecnico della fabbrica, e degli
artisti "amici" della fabbrica: gli
statunitensi Phil Conoly, Cory Roth e Stan Welsh,
gli italiani Ino Pasetti e Flavio Roma. Così
è stato proposto un percorso nella storia
della ceramica dagli anni Quaranta ad oggi,
con opere che evidenziano espressioni stilistiche
e materiche differenti.
Brevi note sugli artisti presenti
nelledizione di questanno di "Un
Giardino Museo per la Ceramica di Albisola"
Attilio Antibo, savonese, vive
e lavora ad Albisola. Partendo da una ricerca
artistica sui materiali "trovati"-
soprattutto il ferro - avviata negli anni Settanta,
influenzato dalla scultura surrealista e dadaista,
accentua dai primi anni Ottanta il suo impegno
espressivo attraverso la ceramica, costruendo
plasticamente sulla base di quanto gli viene
suggerendo la fantasia, senza più accostamenti
con la realtà. Delle motivazioni iniziali
conserva il rigore nella poetica. La materia
è trattata con sobrietà, senza
le esaltazioni che la profonda conoscenza della
tecnica renderebbe possibili. Nel 1973 frequenta
un corso per ceramisti ad Albisola Superiore
e da allora ha inizio il suo fecondo rapporto
con la ceramica. Dal 1976 espone, con importanti
riconoscimenti, in Italia ed allestero.
Patrizia Guerresi, veronese, espone
nel 1979 a Roma ed a Milano i suoi primi lavori
di Body Art, con calchi scultorei e foto di
se stessa. Nel 1982 viene invitata alla Biennale
di Venezia. Realizza poi grandi sculture in
bronzo e sperimenta diversi materiali tra cui
le resine e più tardi la carta, la terracotta.
Seguono numerose personali, inviti ad importanti
rassegne, numerosi riconoscimenti. Produce alcuni
video dalla fine degli anni Ottanta. Le sue
sculture più recenti sono realizzate
con resine leggere come veli che proteggono
il corpo, divenuto energia pura da non disperdere.
Il corpo ed in particolare le mani, riprese
nelle più diverse posizioni, diventano
simbolo che accompagna il suo viaggio nella
scultura.
Liliana Malta è nata a
Maierato, in Calabria. Vive e lavora a Roma.
Scultura, pittura, ceramica sono le forme espressive
prescelte, strettamente connesse luna
allaltra. Nel 1987 inizia a frequentare
lo studio di Nino Caruso, di cui sarà
assistente sino al 1993. Risale al 1988 la sua
prima presenza in una rassegna dedicata alla
ceramica darte. E con la scultura
che inizia la sua attività espositiva
in Italia ed allestero, con significativi
riconoscimenti. Per la formazione pittorica
determinante risulta lincontro con Nicolas
Carone e la International School of Art da lui
fondata.
Claudio Manfredi, savonese, lavora
ad Albisola. Si accosta alla ceramica nel 1990
grazie allospitalità dellamico
Tullio Mazzotti nella sua fabbrica. Risale allanno
successivo la sua prima personale di ceramiche.
E stato docente dun laboratorio
ceramico. Una sua opera, realizzata a quattro
mani con Tullio Mazzotti, è presente
nel Museo Mazzotti. Della ceramica sa cogliere
ed interpretare la duttilità e le possibilità
coloristiche derivanti dalluso sapiente
ma estroso degli ingobbi.
Giorgio Venturino, savonese,
vive e lavora ad Albisola. Pittore e scultore
mostra un gusto spiccato per la sperimentazione,
con tecniche e materiali personalmente elaborati,
soprattutto nellambito della ceramica
artistica. Dal 1973 ad oggi ha esposto in numerose
personali e rassegne, in Italia ed allestero,
ottenendo premi e riconoscimenti. Il suo impegno
nel confronto con la materia e con la tecnica
risulta evidente dalla scelta frequente di realizzare
opere dalle forme imponenti, come le grandi
piramidi composte da motivi basati sulle spirali.