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Sculture di luce
“Cosa sarebbe mai per il nostro cuore un mondo senza amore? Una Lanterna Magica senza luce. Ma appena vi si introduce il piccolo lume, ecco che su la parete bianca appaiono le immagini più sgargianti! E anche se non fossero che fantasmi evanescenti, la cosa ci fa pur sempre felici quando ce ne stiamo davanti a guardarli e andiamo in estasi di fronte a quelle prodigiose illusioni. ”
Con queste parole Goethe, nel romanzo “I Dolori del Giovane Werther”, paragona la poesia dell’amore a quella delle lanterne magiche, antichi strumenti in uso già dal XVII secolo, ritenute da alcuni precursori dell’animazione.
Tullio Mazzotti e Claudio Manfredi hanno scelto di confrontarsi con un tema molto simile: sculture luminescenti, lanterne d’arte, che proiettano nell’ambiente sagome fantastiche: farfalle, fiori, cuori.
Le sette opere, di grandi dimensioni, foggiate manualmente al tornio, decorazione su maiolica a gran fuoco 940°, sono costituite da un corpo bianco forato casualmente con una punta o con colpi di fucile a aria compressa, e ciascuna è completata da forme diverse, caratterizzate da pungiglioni colorati (rossi, gialli, blu, verdi) e da sfere o coni attraversati da sagome ludiche e fantasiose.
Collocate tra la rigogliosa vegetazione nel Giardino Museo Giuseppe Mazzotti 1903, al calar del sole s’accendono liberando giochi di luce, immagini che si muovono nello spazio come folletti nella notte.
Una dimensione di favola, dove i rimandi culturali si fondono alla magia dell’atmosfera. Le sculture-lanterne, infatti, portano in sé una eco futurista per le forme innovative e ardite, ma, nei corpi forati, ricordano anche le “Bocce” di Lucio Fontana e la stessa “Ceramica Boom”, sperimentata diversi anni fa da Tullio Mazzotti.
Ancora, le sagome ritagliate, cuori, fiori, farfalle, fanno pensare al quotidiano, alle formelle usate nelle cucine, rubate dalla vita di tutti i giorni, ma anche dal linguaggio della Pop Art.
Un’altra via può carpire i segreti delle sculture di luce: quella del light design. Le opere, infatti, alla valenza estetica uniscono quella funzionale, giocando tra forma e luce, colore e arte, e sembrano ricordare alcuni degli esperimenti linguistici pensati da Alessandro Mendini per Alessi.
Ma non si ha il tempo per svelare il segreto delle sculture luminose che la luce del giorno fa capolino e le Lanterne Magiche, come lucciole, si spengono tornando ad essere forme mute, silenziose. Bisognerà attendere il buio della notte perché i giochi e l’arte tornino a parlare attraverso le magiche forme pensate da Mazzotti e Manfredi.
Silvia Campese
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