• gli stili - Manifattura Giuseppe Mazzotti 1903 Albisola

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CATALOGUE '600 STYLE
 

Antica Savona '600

Il decoro fu introdotto, alla metà,circa, del secolo XVII dalla famiglia Guidobono al cui capostipide Giovanni Antonio (1631 - 1685) si fa risalire la definizione a chiaro scuro del monocromo turchino. E' costituito fondamentalmente dalla rappresentazione della figura umana collocata in un paesaggio quasi sempre costituito da un primo piano con cespi vegetali e con piccole rocce e da un secondo piano con prati, alberi, qualche casa o castello e da un piano di fondo con montagne e nuvole. La "scena" è la rappresentazione di qualche episodio biblico, mitologico, letterario reffiguranto in stampe, in illustrazioni di libri, utilizzate come modello. Una decorazione meno impegnativa è costituita dalla raffigurazione in qualche putto soltanto o del solo paesaggio. E' relalizzato su maiolica bianca o azzurrina in monocromia blu, ma anche in policromia o in marrone, verde e rosa.

Calligrafico Naturalistico

Introdotto nella prima metà del XVII secolo nelle fabbriche di Albisola e Savona, il decoro riprende i motivi delle porcellane cinesi in uso durante il Regno Wan-li della Dinastia Ming (1571 - 1619). Presumibilmente i ceramisti ebbero a disposizionemodelli originali cinesi o prodotti persiani di imitazione. La sua denominazione è dovuta alla tecnica di pittura, cioè al segno quasi calligrafico che delinea il disegno e ai soggetti prevalentemente naturalistici. In particolare, si nota che ai soggetti orientali -lepri, cerbiatti, cani, uccelli tra erbe e fagli lancellate, fiori e palmette- furono sovrapposti anche motivi occidentali quali castelli, campanili, chiese, figure umane con contorno di cipressi. la realizzazione è su maoiolica bainca o azzurrina in monocromia blu nella fase iniziale e poi in policromia, con colori verde, arancione, blu e giallo, nel corso della produzione.

Levantino

Questo decoro, eseguito a più colori o soltanto in manganese, è costituito dal diesgno schizzato di minuscoli paesonaggi e animalett, ma anche di elementi paesaggistici come casolari, alberelli accetera. Risulta molto diffusa nelle maioliche del pieno secolo XVIII, apllicaa a tutto campo, oppure entro riserve stagliate su fondo viola di manganese (talvolta azzurro o giallo) steso e spuignato o a robuste pennellate. Nella tipologia a riserve vi è una influenza orientale; infatti il modulo degli spazi incorniciati è di origine cinese. Le raffigurazioni derivano dalle incisioni del francese Jacques Callot. La realizzazione è sempre su maiolica bianca. Il suo nome deriva dalla famiglia di ceramisti, i Levantino, appunto, attivi in Savona e Albisola dalla secondo metà del XVII secolo, e per tutto il XVIII scolo, che seppero realizzarlo con grande maestria.

Uccelli e Prezzemolo

Introdotto nel pieno del XVIII secolo nelle fabbriche di Albisola, il decoro è ripreso dalla ceramica della famiglia verde cinese e dalla famiglia Kakiemon dove sono sostituiti i fiori orientali con il prezzemolo. I soggetti sono uccelli posati su rami di alberi che presentano fronde simili alla foglia di prezzemolo o svolazzanti in cielo. E' realizzato in vivace policromia -verde arancione, giallo, blu, marrone- su maiolica bianca. A differenza dei decori del secolo XVII e di quelli coevi del XVIII, non esiste una tipologia monocroma ed è del tutto assente ogni altro soggetto che non sia questo uccelòlo policromo dal lungo becco e dalle lunghe, esili zampe.

Decoro Boselli

Nella second ametà del secolo XVIII il ceramista Giocomo Boselli produsse ceramiche riprendendo un decoro floreale assia in voga a Strasburgo, a Marsiglia e anche a Lodi; da qui l'origine del della denominazione usata ad Albisola per indicare questa tipologia. La decorazione di un soggetto da perno su un mazzetto di fiori dominato da un tulipano oppure da una rosa a cui fanno contorno alcuni altri fiori di piccole dimensioni -miosotis, botton d'oro, margheeritine- completano il tutto opportune foglie. La restante superficie è cosparsa da qualche piccolo gruppo di fiorellini e fogliette o da alcune foglioline soltanto. La realizzazione è su maiolica bianca in policromia con colori rosa, giallo, arancione, viola, azzurro e verde, ma anche in nmonocromia verde.

Ceramica nera e gialla

Tipica produzione albisolese di ceramica popolare che caratterizza il secolo XIX. Sono documentate tre tipologie: "a taches noires" (così la chiama Chabrol nella sua "Statistique") o anche "striata bruna" che inizia alla metà del XVII secolo, la "ceramica nera" e, infine, nel pieno del XIX secolo, la "ceramica gialla". Si tratta, in tutti e tre i casi, di terracotta verniciata, ma quella gialla è anche ingobbiata. La decorazione è assai ridotta o addiruttura assente. La tipologia gialla è la più decorata, con una tecnica particolaredtta "a spugnetta" perchè ottenuta con l'uso di una spugna ritagliata nella forma voluta, generalmente, disegni geometrici ispirati alla trama dei pizzi. L'uso del pennello rimane soltanto in alcuni motivi centrali - un fiorellino, un uccellino- che completano la decorazione quando si vuole dare un tono particiolare.

Art Dèco o Stile 1925

Introdotto nella produzione albisolese da Manlio Trucco a partire dal 1925, traduce in ceramica i canoni dell' Art Dèco. Segna il ritorno della decorazione "a protagonista" nel XX secolo. E' relizzato in terracotta decorata sottovernice a motivi floreali e vegetali stilizzati, ma vi sono anche animali e la figura umana. Uno dei motivi più caratterizzanti è il pappagallo con il pesco fiorito , ma anche uccelli acqatici negli stagni e tronchi d'albero con fiori, tutti elementi tratti dai "mezeri" genovesi. Altro motivo importante è dato dalla girale con foglie e fiori stilizzati e ancora il motivo dell'uccello ad ali spiegate con il lungo collo inserito in un arebesco di sinuosi raggruppamenti di foglie e fiori stilizzati del tutto diversi da quelli che ornano le girali. In questa tipologia la decorazione copre per intero l'oggetto e i colori sono vivaci, titpico il colore giallo con il manganese o il brunonero e tocchi di bianco e rosso; c'è anche la monocromia in brunorosso, ma anche la policromia con l'azzurro, il verde, il nero, l'arancio; in sintesi una ricca tavolozza di colori eè specifica negli abbinamenti.

Ceramica Futurista

Irrompe nella produzione ceramica albisolse nell'agosto 925 per opera di Tullio d'Albisola e prosegue nel decennio successivo con noteevoli modifiche. Si hanno, pertanto, due tipologie. La prima è terracotta con forme "sbilenche, insensate ed eccentriche", decorata con motivi geometrici a colori "urlanti" e ricoperta di cristallina traslucida.
La seconda, successiva, di qualche anno, è terracotta maiolicata matt con effetto a buccia d'arancia, decorata con motivi geometrici a colori vivaci e sfumature.


 
 
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